Hungary: the April 12 vote marks Viktor Orbán’s defeat. A “new” regime change in numbers

di Cristiano Preiner*
“Il risultato delle elezioni per noi è doloroso ma inequivocabile. La responsabilità e la possibilità di governare non è stata data a noi”. Sono da poco passate le 21.30 di domenica 12 aprile e con queste parole pronunciate nella Bálna (in italiano “Balena”), futuristica struttura adagiata sulla sponda meridionale del Danubio, a Pest, già teatro della celebrazione di numerosi trionfi elettorali, il primo ministro ungherese Viktor Orbán riassume l’esito di un voto che lo vede sconfitto per la prima volta dal 2010. Poco più di quattro minuti di discorso, dopo essersi congratulato con il vincitore, il quarantacinquenne Péter Magyar, per dire che “noi non ci arrenderemo mai e poi mai” e promettere tanto impegno anche dai banchi dell’opposizione “al servizio della patria e della nazione ungherese”. Si chiudono così sedici anni di governo monocolore arancione. Continua a leggere




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