Sudan: the hinge of systems in crisis
Il Gen. Mohamed Hamdan Dagalo “Hemedti” (piccolo Maometto), comandante delle Forze di Supporto Rapido (RSF) e l’attuale Presidente del Consiglio Supremo di Port Sudan, il Gen. Abdel Fattah Abdelrahman al-Burhan, comandante delle Forze Armate Sudanesi (FSA) – Courtesy of Dabangasudan.org.
Cristiana Fiamingo*
1. Il Sudan e la destabilizzazione sistemica del Corno d’Africa (1956–2026)
Il Sudan non è soltanto uno Stato in crisi, ma una vera e propria “cerniera sistemica” tra Sahel, Valle del Nilo, Corno d’Africa e bacino del Mar Rosso. In questo spazio si intersecano rotte commerciali ed energetiche, competizione militare e rivalità tra potenze regionali ed extra‑regionali. Ne consegue che ogni instabilità interna sudanese produca effetti immediati sulla sicurezza marittima, sui flussi migratori, sui traffici leciti e illeciti e, più in generale, sugli equilibri strategici dei Paesi confinanti.
La tesi che si intende argomentare in merito a questo conflitto, ma presumibilmente valida a livello globale, è che potenze grandi e medie e i loro alleati regionali non si limitano a ingerirsi nelle contese, ma contribuiscono a modellare istituzioni politiche ibride, oltre a nuove economie di guerra e configurazioni territoriali. Il conflitto sudanese del 2023-26 va quindi letto come esito di un’ingerenza sistemica che produce e riproduce fragilità statuali, funzionali a interessi esterni.
Continua a leggere→