IL CILE DOPO LE ELEZIONI DELL’ASSEMBLEA COSTITUENTE. VERSO UNA NUOVA CONFIGURAZIONE POLITICA DEL PAESE.
di Laura Abbruzzese[1]

Sono trascorse tre settimane dalla grande tornata elettorale che il paese sudamericano ha affrontato lo scorso 15 e 16 maggio; giorni in cui le cilene e i cileni sono stati chiamati alle urne per eleggere, da un lato, i membri dell’Assemblea Costituente, dall’altro, i sindaci, i consiglieri comunali e, per la prima volta dopo la riforma del 2018 (legge n°21073), i governatori regionali. I risultati elettorali sono stati sorprendenti, tanto da agitare ulteriormente la nuova stagione politica che il Cile sta attraversando, il cui inizio possiamo far risalire al “lungo” ottobre 2019, quando le proteste massive bloccarono l’intero paese per la richiesta di maggiori diritti, più uguaglianza e sicurezza sociale[2]. Le mobilitazioni furono tali da far cedere il Governo e una parte dell’opposizione alla stipula di un accordo che sancisse l’apertura di un inedito processo costituente per il paese. Il 15 novembre 2019 venne firmato El Acuerdo por la Paz Social y la Nueva Constitución[3]. Continua a leggere→