Ethiopia: between election and war.
di Matteo D’Avanzo[1]

Lo scorso 21 giugno si sono tenute le elezioni generali in Etiopia e la riconferma del presidente Abiy Ahmed Ali è parsa abbastanza scontata. La galassia multipartitica riunita sotto le due forze di coalizione antagoniste ad Ahmed, il Partito dei cittadini etiopi per la giustizia sociale e il Movimento Nazionale Ahmara, hanno ottenuto nel complesso nove seggi nella Camera bassa del parlamento di Addis Abeba, mentre il Partito della prosperità del presidente uscente/riconfermato se ne è aggiudicato 410 sui 547 che la compongono. Tuttavia, la leadership del presidente etiope appare piuttosto precaria, giacché la consultazione elettorale non si è svolta nel 20% dei collegi[2]. I cittadini di parti dell’Oromia, del Benishangul-Gumuz e della regione Ahmara si recheranno alle urne il prossimo 6 settembre, mentre in Tigray, area al centro del recente conflitto, non sembra ancora possibile pianificare nuove votazioni. Il panorama politico ed etnico dell’Etiopia, piuttosto eterogeneo, merita un approfondimento, al fine di comprendere quali possano essere gli sviluppi futuri della situazione odierna. È bene, quindi, fare un passo indietro. Continua a leggere→