di Roberto Cammarata[i] e José Ramón Narváez Hernández[ii]

Il 2 giugno in Messico si è tenuta una tornata elettorale che da molti è stata considerata storica per diversi motivi, a partire dalle dimensioni della stessa.
Più di 98 milioni di persone sono state chiamate al voto per eleggere il nuovo Presidente della Federazione, carica ricoperta fino ad ora dal popolarissimo Andrés Manuel López Obrador (detto Amlo), che ha iniziato la sua carriera politica diversi decenni fa nello storico PRI (Partido Revolucionario Insititucional), per poi divenire il leader del partito di sinistra PRD (Partido de la Revolución Democratica) e infine convertirsi in fondatore e guida del movimento populista di sinistra Morena (Movimiento de Regeneración Nacional), che in pochi anni è diventato letteralmente egemone nel panorama politico messicano. Continua a leggere




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