di Christian Mosquera Arias[*]

In Ecuador a seguito di una serie di episodi di violenza, legati soprattutto alla diffusione della criminalità organizzata, l’8 gennaio 2024, il Presidente della Repubblica Daniel Noboa, della coalizione di centro-destra Acción Democrática Nacional (ADN), aveva proclamato lo stato di emergenza nazionale per il grave sconvolgimento dell’ordine pubblico. Il giorno successivo, definendo ventidue gruppi criminali di narcotrafficanti come “organizzazioni terroristiche”, aveva inoltre dichiarato che nel paese si stesse combattendo un “conflitto armato” fra lo Stato e tali organizzazioni. Le rigide misure emergenziali disposte del capo dello Stato non erano state molto dettagliate e si basavano sostanzialmente sull’impiego dei militari nella lotta alla criminalità organizzata, sulla limitazione della libertà di circolazione delle persone e, sulla sospensione del diritto alla libertà di riunione, del diritto all’inviolabilità del domicilio e del diritto all’inviolabilità della corrispondenza all’interno dei centri di reclusione, per garantire la sicurezza, evitare ulteriori episodi violenti e proteggere la vita e l’integrità fisica dei cittadini. A più di sei mesi dall’inizio del “conflitto armato” pare dunque opportuno ripercorrere le principali vicende e quanto fatto dal governo del Presidente Noboa durante la cosiddetta “guerra al narcotraffico”. Continua a leggere→