by Laura Alessandra Nocera
Slovakian parliamentary elections, held on March 5th of 2016, shows a fracture among the parties, raising a potential political crisis, before Slovakian rotating presidency of the Council of the European Union on July.
by Laura Alessandra Nocera
Slovakian parliamentary elections, held on March 5th of 2016, shows a fracture among the parties, raising a potential political crisis, before Slovakian rotating presidency of the Council of the European Union on July.
di Luca Bonzanni
Il 2016 in Moldavia si è aperto con la formazione di un nuovo governo. Il 20 gennaio, infatti, il Presidente della Repubblica, Nicolae Timofti, ha affidato l’incarico di Primo ministro a Pavel Filip, esponente del Partito democratico della Moldavia, formazione politica di orientamento socialdemocratico e filoeuropeista, che ha ottenuto il voto di fiducia dal Parlamento. L’insediamento del nuovo esecutivo giunge al termine di un periodo di instabilità politica e sociale, segnato – da un lato – da continue crisi politiche e – dall’altro – da proteste e scontri di piazza. Continua a leggere
di Cristiano Preiner
Il Governo ungherese ha proposto lo svolgimento di un referendum popolare con l’intento di confermare la contrarietà al sistema di distribuzione per quote che è uno dei punti di discussione più controversi nei vertici tra capi di Stato e di governo della UE riguardo all’emergenza migranti. Continua a leggere
di Carolina De Stefano
Starting from the beginning of February, Ukraine is experiencing a political crisis due to the persisting economic crisis and the existing conflict between the President and the current governement headed by Arseny Yatsenyuk. Finally, on February 16 a parliamentary vote of no confidence in the goverment failed. Continua a leggere
di Angela Carta
Il parlamento tagiko ha approvato lo scorso 22 gennaio un emendamento costituzionale che prevede la rielezione del Presidente senza limiti di mandato, Continua a leggere
locandina-conference-di-gregorio-7-marzoThe purpose of the conference is to analyze, from an interdisciplinary perspective and with the help of highly competent foreign experts, the issue of geopolitical, legal and economic relations between the European Union and the Eurasian Economic Union (EEU). It is a topic of growing importance for the EU, as evidenced by the letter sent on Nov. 20, 2015 by the President of the European Commission Junker to the Russian President Putin with a claim for an increased cooperation between the two organizations.
From the legal point of view, there are numerous aspects worthy of further investigation as the compatibility between the legal regime of the EU’s trade relations with the countries of the Eurasian Economic Union, in order to resolve incompatibilities between obligations arising from different types of agreements.
The organization of the Eurasian Economic Union has many points of interest from the point of view of legal models of regional integration. In fact the Eurasian economic project, initially developed by the initiative of Russia, Belarus and Kazakhstan, produced the subsequent participation of other former Soviet states and a progressive deepening of integrative dynamics, that is profiles of ‘supranationality’ (increasingly independent organizational apparatus, case-law of court, etc.).
Moreover, the involvement of former Soviet countries that are also interested by a strengthening of relations with the EU (the countries of the Eastern Partnership) makes the analysis of these dynamics extremely current, even in comparative perspective.
The Polish Parliament approved controversial amendments of the Law on the Constitutional Tribunal and of the Law on Media, sponsored by the Law and Justice Party Government. The new legislation led to increasing concerns in the EU institutions and to growing protests across the country. The EU Commission has therefore decided to start an audit procedure, the so-called “rule of law mechanism”, setting a first orientation debate on January 13, 2016, in order to evaluate the situation in Poland.
di Arianna Angeli
La Polonia di Diritto e Giustizia e la rule of law a livello europeo
di Angela Di Gregorio
La Commissione europea ha deciso mercoledì 13 gennaio di dare avvio alla procedura di “verifica preliminare”, primo passo di un processo lungo e difficile che potrebbe portare all’applicazione dell’art. 7 del Trattato di Lisbona
(http://ec.europa.eu/news/2016/01/20160113_en.htm) Continua a leggere
| A.Di Gregorio
Il 18 dicembre 2015 i presidenti delle Corti costituzionali di Ucraina, Georgia, Moldova, Lettonia e Lituania hanno incontrato il Presidente ucraino per discutere la riforma del potere giudiziario e la revisione costituzionale in Ucraina. Il Presidente Porošenko si dichiara interessato ad una cooperazione strategica e di lungo termine con i paesi di appartenenza dei partecipanti all’incontro: “La vostra esperienza e il vostro supporto sono essenziali per noi. Una posizione solida delle autorità politiche di tutti gli Stati baltici è un fattore che assicura l’unità dell’Unione europea e la solidarietà con l’Ucraina”. I partecipanti all’incontro hanno assicurato la loro disponibilità a sostenere, fornire pareri professionali e condividere la propria esperienza nell’ambito dell’attuazione delle riforme nei rispettivi paesi. Essi hanno anche affermato di monitorare da vicino la situazione in Donbas e Crimea. Il presidente della Corte costituzionale lituana Dainius Žalimas ha riaffermato il ruolo propulsivo delle corti le quali “non stanno da parte. Quest’anno abbiamo iniziato il cosiddetto processo di Batumi per condannare il comportamento della Corte costituzionale della Russia che avrebbe potuto bloccare l’annessione della Crimea ma non lo ha fatto”. Il presidente della Corte moldava Alexandru Tănase ha aggiunto che “l’atto di aggressione e la grave violazione del diritto internazionale non avrebbero dovuto essere passati in silenzio, almeno da parte del potere giudiziario”. Molti giuristi di diversi paesi hanno supportato il Memoradum di condanna delle azioni della Corte costituzionale russa.
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