Bolsonaro e i popoli indigeni
di Marzia Rosti

Fra le prime misure adottate da Jair Bolsonaro che ha assunto la presidenza del Brasile il 1° gennaio 2019 richiama l’attenzione la Medida Provisória n. 870, che ha trasferito la competenza di demarcare le terre indigene dalla Fundação Nacional do Indo (FUNAI) al Ministero dell’Agricoltura (art. 21, XIV e § 2, I-II), guidato da Tereza Cristina Corrêa da Costa Dias. La neo ministra, nota produttrice di soia, ingegnere agrario e deputata del Mato Grosso do Sul, è stata leader del blocco della Bancada Ruralista, cioè la potente lobby che rappresenta nel Congresso gli interessi dei proprietari agricoli, i quali – soprattutto negli ultimi anni – hanno fatto pressioni per un incremento delle aree destinate al pascolo delle mandrie e alla coltivazione intensiva della soia e sono spesso entrati in conflitto con gli indigeni per lo sfruttamento dei loro territori. La FUNAI, inoltre, non dipenderà più dal Ministero di Giustizia, ma dal Ministero delle Donne, della Famiglia e dei Diritti Umani, affidato a Damares Alvares, pastore evangelico e tra i fondatori della discussa ONG Atini (O Globo, 8 dicembre 2018; Folha de S. Paulo, 15 dicembre 2018). Continua a leggere→