Russia. The first initiatives for holding a federal referendum on pension reform are approved by the Central Election Commission

Russia. Le prime iniziative per lo svolgimento di un referendum federale sulla riforma pensionistica vengono approvate dalla Commissione elettorale centrale

 

di Angela Di Gregorio

 

Si profila la possibilità di svolgimento del primo referendum di livello federale in Russia dall’entrata in vigore della Costituzione del 1993. La questione che potrebbe a breve essere sottoposta a referendum riguarda un tema molto attuale e scottante che sta provocando un forte risentimento sociale nei confronti dell’esecutivo (in primis del governo ma di riflesso dello stesso Presidente Putin). Il 19 luglio scorso la Duma di Stato ha adottato in prima lettura il progetto di legge di iniziativa governativa (presentato il 16 giugno) che eleva in maniera consistente l’età per andare in pensione pur allo stesso tempo aumentando l’ammontare medio delle pensioni.

A tale riguardo bisogna ricordare che, come retaggio ancora delle conquiste sociali sovietiche, l’età pensionistica in Russia si pone ad un livello estremamente basso (60 anni per gli uomini e 55 per le donne) e risulta oggi insostenibile dal punto di vista economico. Va tuttavia anche ricordato che l’età media dei russi è molto più bassa di quella degli altri paesi sviluppati e paragonabile ad un paese in via di sviluppo. Ma l’età pensionistica (molti pensionati continuano a fare altri lavori anche considerando il livello basso della maggior parte delle pensioni) è ancora una di quelle conquiste del comunismo sovietico considerate intoccabili nonostante lo smantellamento delle provvidenze sociali nel contesto dell’economia capitalistica.

Per il momento la Commissione elettorale ha approvato la formulazione di una serie di quesiti referendari formulati da diversi gruppi di promotori cui devono seguire una serie di complessi adempimenti successivi. Considerando il livello di protesta nel paese lo stesso Presidente Putin dopo l’approvazione del progetto di legge ha affermato che non si è raggiunta ancora una decisione definitiva in merito alla riforma pensionistica.

La CEC russa ha dunque considerato conformi all’art. 6 della legge costituzionale federale del 28 giugno 2004 “Sul referendum” i seguenti quesiti:

 

  1. “Siete favorevoli a che l’età prevista dalla legislazione della FdR sull’assistenza pensionistica in vigore al I luglio 2018, al raggiungimento della quale matura il diritto alla pensione di vecchiaia, non cambi?”, preparato dal sottogruppo regionale della città di Mosca del gruppo di promotori per lo svolgimento del referendum (decisione dell’8 agosto 2018 n. 174/1410-7)
  2. “Sostenete il fatto che l’età prevista dalla legislazione della FdR sull’assistenza pensionistica in vigore al I luglio 2018, al raggiungimento della quale sorge il diritto alla pensione di vecchiaia, non possa essere aumentato?”, preparato dal sottogruppo regionale della regione di Mosca del gruppo di promotori per lo svolgimento del referendum (decisione dell’8 agosto 2018, n. 174/1411-7)
  3. “Siete d’accordo col fatto che l’età prevista dalla legislazione della FdR sull’assistenza pensionistica in vigore al I luglio 2018, al cui raggiungimento si conferisce il diritto alla pensione di vecchiaia (per gli uomini 60 anni, per le donne 55) non debba essere aumentata”?, preparato dal sottogruppo regionale del territorio degli Altaj del gruppo di promotori per lo svolgimento del referendum (decisione dell’8 agosto 2018, n. 174/1412-7).
  4. “Siete favorevoli a che l’età stabilita dalla legislazione sull’assistenza pensionistica in vigore al I luglio 2018 al cui raggiungimento i cittadini ottengono il diritto alla pensione di vecchiaia non aumenti?”, preparato dal sottogruppo della regione di Vologda del gruppo di promotori per lo svolgimento del referendum federale (decisione del 10 agosto 2018 n. 175/1416-7).
  5. “Siete favorevoli alla previsione di un divieto di aumentare l’età prevista dalla legislazione federale sull’assistenza pensionistica in vigore al I luglio 2018, al cui raggiungimento sorge il diritto alla pensione di vecchiaia?”, preparato dal sottogruppo della regione di Nižnyj Novgorod del gruppo di promotori per lo svolgimento del referendum federale (decisione del 10 agosto 2018 n. 175/1415-7) .

 

Ricordiamo che il quesito da sottoporre a referendum deve essere formulato in modo da escludere la possibilità di una sua interpretazione multiforme, affinchè ad esso possa darsi solo una risposta univoca e affinchè non ci sia indeterminatezza quanto alle conseguenze giuridiche della decisione adottata al referendum.

Ai sottogruppi di proponenti toccano ora una serie di adempimenti. In particolare, inviare alle commissioni elettorali dei propri soggetti federati istanza di registrazione la decisione sulla quale sarà adottata entro 15 giorni dal ricevimento dell’istanza (art. 15 punto 14 legge sul referendum). Poi i gruppi di promotori entro due mesi devono costituire sottogruppi regionali e provvedere alla loro riunione in almeno 43 soggetti della Federazione (art. 15, punti 19 e 22 della legge sul referendum). Dopo tali adempimenti la CEC potrà registrare il gruppo di promotori panrusso. L’ultima tappa sarà la raccolta di firme a sostegno dell’iniziativa referendaria entro 45 giorni dal giorno successivo a quello di registrazione del gruppo di promotori (art. 17, comma 2 legge sul referendum). Le firme da raccogliere sono almeno due milioni di cittadini russi aventi diritto a partecipare al referendum, a condizione che sul territorio di una regione o in totale al di fuori del territorio del paese ci sia la residenza di non oltre 50.000 di essi (art. 14, comma 1 punto 1 legge sul referendum).

Tutta la documentazione è reperibile sul sito della Commissione elettorale centrale: www.cikrf.ru.

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